Magia nel mondo latino

Nel mondo latino sarebbe improprio parlare della presenza di un progresso scientifico, in quanto una vera e propria definizione di scienza in chiave moderna si ha dal 1600 in seguito alla teorizzazione del metodo scientifico di Galileo; al contrario, invece, si può vedere come la storia dei romani sia ricca di credenze popolari e superstizioni fortemente radicate nella cultura, così tanto da influenzare la vita quotidiana. Un esempio chiaro è dato dalla divisione del calendario romano in Dies Fasti e Dies Nefasti: i primi erano considerati i giorni favorevoli per il buon svolgimento di alcune attività, quali l’avvio di un negozio o la partenza per un viaggio. I secondi, al contrario, erano considerati nefasti , credenza da cui poi deriva il detto “Né di Venere né di Marte non si sposa non si parte, né si da principio all’arte”.

Un esempio di Die Nefasti è rappresentato dal 18 luglio, data della sconfitta dei romani sul fiume Allia ad opera dei Galli nel 387 a.C.

Altro aspetto importante della cultura romana, di stampo religioso, è rappresentato dalla divinazione, ovvero la convinzione di poter interpretare il volere degli dei attraverso dei segni. Ad occuparsi di ciò erano gli Àuguri, sacerdoti che avevano il compito di valutare le auspicia e gli auguria; il fenomeno più osservato era quello del volo degli uccelli, dal quale nacque la leggenda che narra di come Romolo, il fondatore di Roma, vinse il duello contro il fratello Remo grazie alla visione di un maggior numero di uccelli in volo .

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